PROGETTI • “Nao tra le stelle”: la robotica inclusiva

8 ottobre 2022 Il Piccolo “Nao tra le stelle” è un pro­getto di robotica inclusiva a cui ha aderito l’associazione locale “Stelle sulla Terra”

Nao è il robottino dotato di memoria autobiografica che è stato creato per aiuta­re gli equipaggi della Stazione spaziale in­ternazionale. “Nao tra le stelle” è un pro­getto di robotica inclusiva a cui ha aderito l’associazione locale “Stelle sulla Terra” for­mata da famiglie di bambini e ragazzi con disturbi generalizzati dello sviluppo. Proprio a sostegno di questo progetto è stata allestita la conviviale “A cena con Nao”. L’ini­ziativa è a cura di “Stelle sulla Terra” in col­laborazione con “La Rondine”, gli Amici della Santa Federici, l’associazione Famiglie Santo Stefano e gli Agnese’s Friends. L’ap­puntamento è per sabato 22 ottobre alle 20 presso l’oratorio Maffei della parrocchia di Santo Stefano. La quota di partecipazione è di 35 euro a persona. È richiesto un bonifi­co con la causale “A cena con Nao” sull’lban IT83Po834056890000002109282.  Le prenotazioni sono aperte sino al 18 ottobre. Gli organizzatori ringraziano la Cassa Padana, Dalè, lal Viadana, oratorio Maffei, Sandra Vaccari, SbrisolAut, Fiori Del Bon e La Vine­ria. lnfo: 333-4844460 e stellesullaterraca­salmaggiore@gmail.com. «Questa cena – spiega Greta Visioli, pre­sidente di “Stelle sulle Terra” – è stata or­ganizzata per ritrovarsi con le persone e i professionisti che ci accompagnano fin dal­la costituzione dell’associazione e spiegare ciò che il progetto può offrire al territorio. La robotica educativa è uno strumento rile­vante della didattica e sta rivoluzionando l’insegnamento e il modo di apprendere, sia in contesto scolastico che extra-scolastico e si è rivelata efficace per favorire l’inclusione. Il progetto “Nao tra le Stelle” intende impie­gare la robotica per raggiungere l’obiettivo specifico di promuovere l’inclusione attiva di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico facilitando il loro accesso alle op­portunità di benessere e partecipazione. Il progetto si basa sulla realizzazione di un percorso di formazione per volontari, geni­tori, insegnanti e operatori, sull’attivazione di laboratori nella scuola primaria e secon­daria di primo grado e in ambito extrasco­lastico e sull’allestimento di laboratori per studenti della scuola secondaria di secondo grado». «Vista la fase storica che tutti noi stiamo vivendo – aggiunge Visioli – è inne­gabile che le famiglie con al loro interno componenti fragili, quali bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, stanno affrontando molte difficoltà alle quali i ser­vizi tradizionali al momento non riescono a rispondere in modo del tutto efficace e tem­pestivo. Ecco allora che la rete del progetto vuole trasformare questo momento critico nell’opportunità di vivere la disabilità in modo differente e introdurre una nuova modalità di affrontarla».

Guido Moreschi